Superstizione e Bitcoin
Sdoganare bitcoin come asset finanziario non lo renderà più resiliente. Bitcoin vincerà quando nel mondo ci sarà meno superstizione e...
Almeno al 90% delle persone manca il presupposto fondamentale per capire Bitcoin. Ciò non significa che un giorno un’ampia fetta di popolazione mondiale non ne possederà una piccola percentuale dei propri risparmi, almeno nelle stesse proporzioni in cui possiede oro o azioni, ma ciò non significa comprenderlo, e implica piuttosto che lo tratteranno come uno dei tanti asset da ribilanciare in un portafoglio.
L’aspetto rivoluzionario come strumento perfetto per l’individuo sovrano, grazie alle caratteristiche che ben conosciamo ( borderless, permessionless, inconfiscability etc) di protezione dagli Stati aggressori, nonché il ruolo di metro di ricchezza universale ed immutabile, non ha nulla a che fare con l’adozione come strumento finanziario, é qualcosa di molto più profondo da interiorizzare.
Le seguenti parole sono rivolte sopratutto a chi ha già studiato bitcoin e sono un appello a cambiare approccio divulgativo a chi se ne occupi.
L’umanità resta per molti versi “preistorica”. Ci sono milioni di aspetti delle nostre vite ancora intrisi di superstizioni razionalmente ridicole, che sopravvivono incredibilmente alle conoscenze scientifiche odierne.
È questo mix di superstizioni a definire gran parte delle culture popolari nel mondo, e se si perdessero da un giorno all’altro sarebbe un vero peccato perché l’umanità si uniformerebbe completamente, perdendo nella storia le singole identità, cancellando la magia di viaggiare nel mondo alla scoperta di culture diverse dalla propria. Ovviamente questo processo accade ogni giorno almeno in parte e molto lentamente, ad esempio trasformando un autentico e remoto villaggio di pescatori in un centro turistico con ristoranti al posto di ogni trabucco. Amo anche i paesini turistici, ma è chiaramente un peccato che perdano tradizioni e competenze di pesca secolari.
Tra le superstizioni piacevolmente folcloristiche che un turista proveniente da appena due o tre mila chilometri potrebbe trovare ridicole, abbiamo il cornetto rosso napoletano appeso allo specchietto retrovisore per proteggere il guidatore dalla sfortuna; in vari paesi del Nord Europa augurare buon compleanno in anticipo porta male, quindi si aspetta rigorosamente il giorno stesso. In Turchia è meglio non passare direttamente un coltello o delle forbici in mano a qualcuno, perché si dice che porterà litigi o trasformerà le persone in nemici. In Giappone, passando vicino a un cimitero o a un carro funebre, alcune persone nascondono i pollici nel pugno per proteggere i genitori dalla morte (il pollice è il “dito dei genitori”).
In egual modo appariremmo buffi ad un visitatore da un altro continente e religione che osservasse dei fedeli intenti a mangiare un’ostia in fila in chiesa convinti che si tratti del corpo trasmutato di Dio mentre recitano strani incantesimi, o altri fedeli attenti a non mangiare carne di un certo tipo al ristorante perché il proprio Dio lo considererebbe impuro, o impegnati ad inchinarci varie volte con dell’incenso in mano davanti a figure sovrappeso o con tante braccia dopo avergli depositato davanti della frutta come offerta. Tutte le religioni moderne appaiono sciocche superstizioni ad un ateo convinto, così come i riti delle religioni politeistiche antiche ad un fervente religioso contemporaneo, e non ho dubbi che se l’umanità sopravviverà, prima o poi sorriderà anche dei riti moderni, salvo poi rimpiazzarli con altri.
“Superstizione” è spesso il nome che altri danno alla religione altrui o alle credenze di minoranze: i pagani vedevano superstizione nei cristiani, i cristiani nei pagani, gli atei in tutte le religioni.
Ma quali sono le superstizioni ancora più potenti, tali che anche il turista più lontano da casa nemmeno riconoscerà come tali essendo diffuse in tutto il pianeta, tanto da non accorgersi di quanto siano irrazionali, e considerandoli invece dogmi indiscutibili?
Un alieno proveniente da un altro mondo sicuramente troverebbe buffe, ridicole ed irrazionali le seguenti usanze umane:
scambiarsi valore con pezzi di carta colorati; qualcuno può stampare mentre altri possono averne solo scambiandoli con il proprio tempo o averi;
che ne esistano migliaia di tipi diversi con differenti disegni e colori, che non hanno però alcun valore dopo qualche decina di metri da un confine tracciato sulla mappa;
che li si usi per misurare la ricchezza, nonostante equivalga a misurare una lunghezza con un elastico;
ma c’è di peggio: l’alieno si imbatterebbe nella superstizione dello Stato: una manciata di persone convince il 99,9% delle altre che sia cosa buona e giusta consegnare la maggior parte del frutto del proprio lavoro allo 0,1% restante, in modo che questo possa spenderlo per fini diversi da quelli che il tassato avrebbe fatto.
Fare tutto ciò senza che questi 0,1% vengano considerati criminali, riuscendo a sostenere per centinaia di anni l’illusione che sia il 99,9% delle persone a decidere le sorti delle democrazie e di come e da chi verrà speso il proprio denaro, tramite un “importantissimo” voto periodico;
mantenere la superstizione che delle persone abbiano il diritto di obbligarne altre a fare qualcosa, incluso uccidere altre persone, spesso perché vivono al di là di un confine, consegnando medaglie al valore a chi ne ucciderà di più;
(scoprirebbe sconcertato che le persone si uccidono anche in nome delle divinità più in voga del momento, trend che solitamente durano migliaia di anni, ma almeno la religione é una superstizione decisamente in declino rispetto a quella dello Stato, e una volta che si saranno annacquati gli estremismi, potrebbero rimanere gli aspetti positivi: folcloristici ma innocui e probabilmente utili per qualcuno che senta la necessità di una quota di spiritualità nella propria vita, forse distraente, ma psicologicamente potenzialmente utile.)
Il cervello umano tende a vedere schemi ovunque: questo è stato utile per la sopravvivenza, ma porta a collegare eventi che in realtà non sono legati (apofenia, falsa associazione causa‑effetto). Soprattutto sotto stress e incertezza, aumenta il bisogno di controllo; i rituali superstiziosi funzionano come strategie per ridurre l’ansia, affidarsi ad uno Stato protettivo rientra nello schema, e tutta la filmografia e bibliografia moderna ci presentano sempre un mondo violento alla MadMax come ipotesi post caduta dei governi, come se l’umanità fosse tendenzialmente violenta.
Quindi sarebbe meglio se ogni superstizione sparisse dal mondo?
Meno credenze magiche dannose ridurrebbero truffe, cure miracolose pericolose, decisioni politiche o sanitarie basate su panico e non su evidenze. Persone più abituate a pensiero critico ed evidenze tendono a proteggersi meglio da manipolazioni, capri espiatori e fanatismi (religiosi, politici, complottisti).
Se la razionalità assoluta guidasse improvvisamente l’umanità e ogni superstizione scomparisse all’improvviso, probabilmente inizierebbe una nuova era spingendo ogni singolo individuo a sfruttare al massimo il suo potenziale per trarne il maggior vantaggio possibile a lungo termine, abbassando la propria preferenza temporale, e portando l’umanità ad un livello scientifico e tecnologico a livelli successivi in pochi decenni. Le superstizioni sottraggono moltissimo tempo alle persone, tempo che impiegherebbero razionalmente a studiare ogni campo dell’intelletto e della scienza. Un individuo immune alla superstizione e completamente razionale, in quanto tale probabilmente non perderebbe più tempo nemmeno a scrollare contenuti frivoli sui social.
Ma se davvero tutte le superstizioni sparissero improvvisamente, diventando tutti totalmente razionali, forse rischieremmo di perdere troppo di quel folclore che ci rende così interessanti e diversi l’un l’altro? Saremmo forse tutti iper produttivi e acculturati, ma forse più freddi e aridi?
Forse l’ideale sarebbe che l’umanità prendesse coscienza di ciò che nella sua vita rappresenta una superstizione tipica della propria famiglia, paesello, nazione o continente ( un giorno pianeta?) senza necessariamente ripudiarle solo perché irrazionali, tenendo il buono e scartando il nocivo, decidendo coscientemente e attivamente di preservarle come patrimonio culturale.
Lo facciamo con antichi lavori manuali oggi inutili: li tramandiamo comunque, con il mero intento di non perdere una tradizione e una conoscenza, ma non facciamo dipendere da esse le scelte di vita più importanti. Potremmo ad esempio voler cercare sostegno spirituale in qualche divinità a noi affine senza per questo lanciarci in una guerra santa.
Così facendo si dedicherebbe comunque del tempo per conservare e coltivare la propria individualità e cultura identificativa, evitando di diventare tutti identici automi.
L’unica superstizione ad essere completamente dannosa, quella che da secoli implica solo soprusi e guerre, quella che abbiamo detto essere la più diffusa e difficile da individuare come tale, é dunque una soltanto: lo Stato e la sua moneta. L’abbattimento di questa migliorerebbe la vita in moltissimi aspetti, e coincide con quel “presupposto” che citavo nel primo paragrafo, fondamentale per comprendere davvero Bitcoin.
É un nemico difficile da battere, prima di tutto perché pochi si rendono conto di averlo!
Superstizione potentissima costruita in tutto il mondo nel corso di secoli, anche se con risultati diversi in base all’area geografica, con una macchina immensa fatta di istruzione pubblica, tv, giornali, intellettuali al soldo e guerre, tutte ovviamente sussidiate dagli Stati stessi spacciandoli come servizio pubblico a nostro beneficio, costruendo una narrativa solida che difficilmente potrà essere smantellata in breve tempo, a differenza di quanto pronosticava il libro “l’individuo sovrano” che prevedeva un ribaltamento della società di pochi decenni dalla nascita di internet.
Ricordiamoci però che le cose non sono sempre state così: Stati e denaro come li conosciamo, non esistono da sempre, anzi, nella storia dell’umanità sono recenti, e direi un’anomalia rispetto al resto della nostra storia.
Leggendo post su X o su Reddit, o ascoltando la discussione del cittadino medio, è evidente come come la maggioranza delle persone creda ciecamente nel sistema statale: inveisce contro l’idraulico che offre uno sconto in cambio di un pagamento senza fattura, manifesta in piazza ( o più facilmente su un social network) per chiedere che qualcuno più ricco di lui venga tassato maggiormente invece di chiedere una detassazione per sè stesso, e crede che i seguenti abomini siano obiettivi sacri da perseguire:
redistribuzione della ricchezza ( possibilmente uguale per tutti) indipendentemente dal valore che il singolo sia stato in grado di apportare al mondo, premiando il nullafacente e punendo l’imprenditore di successo;
diritto alla casa, alla sanità, alla scuola o al welfare
senza rendersi conto che qualunque diritto che non sia quello di non essere aggredito ( da una persona o dallo stato) altro non è che la pretesa di un privilegio a spese di qualcun altro.
Il privilegio di una sanità gratuita implica che un medico debba lavorare gratuitamente, così come il “diritto” alla casa implica che qualcuno debba costruirla gratis, o che qualcuno, che ovviamente ha già pagato per la propria casa, paghi anche per quella altrui, poco importa al socialista se questo debba avvenire per pagamento diretto o tramite tassazione.
Il cittadino medio crede che lo Stato abbia denaro proprio da allocare, mente tutto il denaro dello Stato é prelevato alle persone tramite tasse dirette ed indirette. Per non parlare di chi è convinto che abbandonando l’Euro per tornare ad una monetina nazionale da stampare a piacere si risolleverebbero le sorti economiche di un paese, ignorando completamente l’effetto inflattivo e conseguente aumento dei prezzi di una stampa incontrollata e ignorando i facili attacchi speculativi ai quali le monete deboli prestano il fianco. Ricordo al lettore che il prezzo di una Fiat Panda tra il 1980 e 1994 é quadruplicato, altro che Euro…
Essendo la maggioranza dei cittadini lavoratori dipendenti, sopratutto in paesi come l’Italia con la tassazione diretta in busta paga, la percezione del furto é attenuata dalla trattenuta alla fonte, mentre chi deve attivamente effettuare un f24 di una fetta mostruosa del frutto del proprio lavoro, ha un’esperienza più dolorosa e quindi una migliore percezione di quanto gli venga davvero estorto.
Uno Stato deve avere anche una schiera di dipendenti pubblici e burocrati, non perché servano a qualcosa, ma perché saranno l’ultimo esercito a guardia dello Stato stesso, dipendendo loro in primis dalla sua sopravvivenza, saranno quindi gli ultimi a uscire dalla superstizione. Sono personaggi buffi che credono di pagare anche loro le tasse, quando in realtà loro stessi sono le tasse, le nostre.
“eh ma almeno in Italia la sanità è gratuita”, ma quella sanità, pessima e lentissima che ti obbligherà comunque a rivolgerti al privato per aver una visita urgente, in realtà l’abbiamo pagata eccome, in tasse, con l’unica differenza che, contrariamente a quanto ti permetterebbe il libero mercato, non ti è consentito cambiare fornitore, o meglio puoi farlo, purché tu non smetta di pagare quello obbligatorio, a meno che tu non voglia subirne le conseguenze; insomma, i servizi pubblici sono “un’offerta che non potrai rifiutare…”
Una delle idee più difficili da digerire é che lo Stato utilizzi a tutti gli effetti metodi mafiosi verso i propri cittadini, “offrendo” la sua protezione e i suoi servizi obbligatori dietro minaccia di violenza, violenza che è monopolio dello Stato, e lo fa con il benestare dei suoi stessi sudditi, proprio a causa della distorta percezione costruita in secoli di propaganda, ad esempio con l’uso della neolingua in pieno stile 1984, dove furto diventa tassazione, sequestro di persona diventa giustizia e prigione, genocidio diventa guerra, e in generale ribaltando di fatto il concetto di “la giustizia è uguale per tutti”, tranne quando un crimine viene commesso dallo Stato, cambiando nome al reato e rendendolo non solo legittimo ma onorevole.
La tesi dei Libertari é semplice: l’aggressione é sempre immorale indipendentemente da chi la pratichi, se la tassazione non é volontaria (cioè se il rifiuto porta alla minaccia di sanzioni, pignoramenti, carcere), allora lo Stato é un aggressore violento, immorale e viola la Legge.
Ci diranno:” se non ti piace la tua nazione puoi sempre espatriare” ma non esiste angolo della terra dove un uomo possa vivere in pace secondo il solo principio di non aggressione, nemmeno in un bosco isolato con la propria famiglia e senza accedere ad alcun servizio statale, la cronaca recente italiana ne è la prova.
Anche la democrazia fa parte di questa grande superstizione, come ben spiegato in “Democrazia, il Dio che ha fallito”. La democrazia sono due lupi e una pecora che votano su cosa mangiare a cena.
Se leggendo queste righe divenisse improvvisamente lampante l’aver vissuto fino ad ora nella superstizione dello Stato, cosa cambierebbe immediatamente?
Lo Stato passerebbe dall’essere la mamma che ti dice cosa fare e ti protegge, ad essere il nemico: un’organizzazione criminale, la mafia più forte sul tuo territorio, che combatte le altre mafie per non perderne il controllo, e che torna a chiederti il pizzo ogni mese minacciandoti di toglierti la libertà e i risparmi.
Vedresti chiaramente che il problema non é chi governa, perché alla fine ti renderesti conto che chiunque tu abbia votato, non ha davvero mai mantenuto le promesse.
Passeresti dal chiedere maggior tassazione per i ricchissimi, a chiedere minore, o possibilmente zero, tassazione per te, perché dubito spenderesti i tuoi soldi per armi e guerre che non ti riguardano, non avresti voluto pagare il cappotto termico o il monopattino elettrico a qualcuno.
Prenderesti coscienza del fatto che il libero mercato può offrirti protezione, sanità e servizi meglio di come può fare lo Stato: il mercato lo fa con cibo, vestiario o qualunque altro bene e servizio non regolamentato, e se un fornitore non ti soddisfa lo cambi.
Ti renderesti conto che il tuo stipendio sarebbe doppio rispetto all’attuale se non fosse tassato, e che allora potresti permetterti l’assicurazione sanitaria o potresti investire per la tua pensione, senza vivere nella speranza che un giorno qualcuno pagherà la tua come ora stai pagando quella altrui.
Capiresti che lo Stato non opera per il bene dei più poveri, perché se così fosse non impedirebbe ad un disgraziato (ma taletuoso pizzaiolo) di procurarsi farina pomodoro e formaggio per guadagnare qualche soldo vendendo panzerotti in strada. Invece gli viene impedito perché non può permettersi licenze, registratore di cassa e partita iva, e se ci provasse arriverebbe qualcuno in divisa a minacciarlo e punirlo.
“Ma chi penserebbe ai più sfortunati che non possono lavorare”? Tutti quelli che si stanno facendo questa stessa domanda! Quando lo Stato tassa già alla fonte per dare assistenza agli ultimi della società, le persone vengono deresponsabilizzate perché hanno già dato a questo scopo, mentre le libere associazioni di volontariato non potrebbero che essere ancora più attive in una società più ricca e libera.
Gli stati fanno di tutto per instillare patriottismo nei cittadini, perché questi devono volersi sacrificare per la patria. Deve essere considerato moralmente riprovevole il tentare di difendersi dalla ricorrente estorsione delle tasse, ribaltando ancora una volta il concetto di legge e morale. Se le tasse non sono volontarie allora sono un furto, se é un furto allora sono immorali. Se scambio il mio tempo per denaro, e mi sottrai denaro, stai rubando il mio tempo. Se uno schiavo é derubato del 100% del suo tempo, dove poni la linea di demarcazione tra essere o non essere uno schiavo? 99%? 90%? 60%? 40% o 0%?
Olimpiadi, campionati mondiali di sport, feste nazionali e parate, servono a questo: creare attaccammo ad una bandiera e a sostenere l’illusione che le persone debbano qualcosa alle proprie istituzioni e alla propria nazione, addirittura la vita! La bandiera rende visibile il confine “noi/loro” e permette di trasformare persone sconosciute in “fratelli” o in “nemici” a seconda di quale simbolo portano. Se ami il fazzoletto di terra dove sei cresciuto, lo faresti anche se si chiamasse Trillandia con una bandiera diversa, le persone dovrebbero semplicemente pensare a difendere i propri cari e i propri averi e non un’entità astratta.
Con questo presupposto in testa allora sì che Bitcoin verrebbe compreso nella sua essenza: l’unico denaro possibile e metro perfetto di ricchezza globale, al di sopra degli Stati e a protezione dall’aggressione di terzi, per confisca o inflazione che sia.
Il visitatore alieno che osservasse l’umanità intera adottare bitcoin come unica valuta globale, di certo concorderebbe: sarebbe l’unica scelta logica e razionale. Un denaro non controllabile da nessuno e che non richieda fiducia in nessuna entità, distribuito e inconfiscabile. Il denaro perfetto in un mondo di commerci globali e online.
Il patriottismo è solo una forma di superstizione, del tipo pericoloso. Se non esistesse il patriottismo, come sarebbe il mondo? Ci si potrebbe direttamente chiedere come sarebbe il mondo senza Stati, ma lo hanno già fatto in tanti pensatori anarco capitalisti da Rothbard in poi, e non é per nulla cosa semplice, dato che non é mai stato sperimentato in tempi moderni, e le soluzioni che il libero mercato potrebbe creare sono inimmaginabili.
In un passaggio intermedio verso minarchismo e oltre, potremmo ritrovarci con tutte o buona parte delle nazioni attuali, senza che però queste rappresentino altro che un fornitore di servizi in competizione tra loro, senza nessuna affezione delle persone verso queste e sopratutto senza pretesa di moralità superiore, guardando lo Stato come un insieme di persone fallibili, da controllare e limitare, non come entità sacra e morale.
Senza patriottismo e senza superstizione dello Stato, non ci sarebbero guerre? Le guerre non esistono per colpa di pazzi furiosi come Hitler, Putin, Trump o Zelenski, esistono perché c’è gente che gli dà retta! Domani mattina i dieci capi di stato più potenti al mondo potrebbero dichiararsi guerra a vicenda, ma senza nessuno a prenderli sul serio, soldati desiderosi di difendere la propria patria che non rappresenta null’altro se non il proprio aguzzino, la guerra non inizierebbe nemmeno, a meno che vogliano vedersela personalmente tra loro dieci, cosa che non creerebbe alcun problema al resto del mondo, non sapendo usare in prima persona i loro arsenali.
Le guerre si fanno per i soldi e con i soldi: stampandoli dal nulla, raccogliendoli tramite tasse o grazie a prestiti ( prevalentemente fino ad inizio scorso secolo), ma caduta la superstizione dello Stato, cadrebbe anche la superstizione del denaro di Stato. Perché mai qualcuno vorrebbe ambire a ridicoli pezzetti di carta? Semplicemente se ci si rendesse conto che lo Stato non é quel che ci hanno insegnato, le guerre probabilmente non esisterebbero. Una nazione potrebbe ambire a controllare un dato territorio per godere poi dei tributi dei suoi abitanti, ma stiamo parlando di un mondo utopico dove nessuno sarebbe più disposto a versare alcun tributo non volontario, quindi l’obiettivo di questa conquista non esisterebbe. Senza superstizione lo Stato non avrebbe un esercito di aguzzini disposti a usare violenza per estorcere. Senza stato non ci sarebbe nemmeno un centro di governo, un arsenale o una riserva aurea da conquistare, quindi non avremmo nemmeno questi obiettivi. Una riserva di bitcoin non si può conquistare uccidendo, dato che le 12 parole possono morire nella testa del suo proprietario.
Si dice anche che le guerre sparirebbero senza denaro fiat, ma non concordo: se avessimo bitcoin come valuta globale queste sarebbero più brevi perché più difficili da finanziare, ma non sarebbero meno frequenti senza superstizione ad alimentare gli Stati. Certo, clan, gang, milizie private, aziende militari possono mobilitare persone senza narrarsi come “Stato” in senso weberiano; guerre civili, guerriglie, conflitti tra bande armate urbane possono esistere anche senza una struttura statale formale, quindi l’equazione “no Stato → no esercito → no guerra” regge solo se assumi anche che le persone non cerchino più nessun altro tipo di autorità, bandiera o capo carismatico, ma rientra tutto nell’ipotesi di un mondo meno superstizioso e più razionale, quindi passamela per buona.
É vero però che le guerre esistevano anche tra clan in tempi primitivi, ma da non esperto di storia, e sempre nella nostra ipotesi utopica dove possiamo escludere i casi riconducibili alla superstizione di persone deboli disposte a sottomettersi ad un carismatico e folle “capo dittatore” desideroso di sacrificare i propri sudditi per acquisire potere personale, mi viene in mente solo un motivo per cui si potesse combattere tra tribù primitive: risorse.
Se un gruppo di persone si fosse trovato relegato in un’area geografica priva di risorse, ad esempio selvaggina, terreni coltivabili o minerali, avrebbe cercato di procurarseli altrove. Siccome un uomo tenta sempre razionalmente di raggiungere i suoi obiettivi con il minor dispendio di energie possibili, vediamo quali tentativi avrebbe intrapreso in ordine di dispendio energetico.
Chiederli a qualcuno. Probabilmente fallirebbe.
Convincere qualcuno a sottrarli ad altri al posto suo con le maniere forti.
Questo é la tipica cosa che farebbe un Re o Imperatore o qualunque altra forma di governo, ma questa la escludiamo perché abbiano detto che, immuni alla superstizione dello Stato, nessuno si sentirebbe in dovere di sacrificarsi = niente guerre. Si potrebbe obiettare che i soldati potrebbero farlo volontariamente in cambio di uno stipendio, ma senza una componente di superstizione questi razionalmente tenterebbero ogni via meno rischiosa e dispendiosa.
Terza ipotesi: baratto / commercio.
Il libero commercio é sempre stato motore del benessere, ma in tempi primitivi non era facile accordarsi su uno scambio, perché due tribù che tentassero di barattare, si sarebbero facilmente imbattuti nel problema della non coincidenza dei desideri: ovvero il baratto non sempre é possibile perché una parte potrebbe non essere interessata a ciò che l’altra ha da offrire: ad esempio un milione di pesci per un terreno, è evidente che senza fiducia reciproca che il pagamento potesse dilazionarsi negli anni, lo scambio non potesse avvenire, pena vedersi il pesce marcire il giorno dopo.
Il denaro, in quanto merce intermedia di scambio e bene di mercato più liquido (anche se la maggior parte delle scuole di economia oggi ripudia l’idea di denaro come bene di mercato) serviva proprio a questo ed è per questo che é nato; il problema é che non esisteva un denaro universale. Conchiglie, sfere di vetro, sale, metalli… Se i popoli attribuivano valore nullo a ciò che un altro considerava denaro, è evidente che fosse molto difficile commerciare allora, e lo sarebbe ancora più oggi con un commercio globalizzato. Impossibilitati a trovare un accordo commerciale, si sarebbe arrivati più facilmente allo scontro fisico.
Ma oggi, liberi da superstizioni dannose e centinaia di valute diverse, sarebbe diverso, qualcuno direbbe che in questa situazione basterebbe l’oro come denaro universale, ma siccome mi rivolgo a lettori bitcoiner so di non dover ribadire la superiorità di bitcoin come valuta di scambio per velocità, costi transazionali, divisibilità, verificabilità ecc
Per questo credo che l’umanità possa essere più felice solo diventando più razionale, estirpando le superstizioni dannose, Stato e denaro fiat in primis, in modo che possa comprendere a fondo Bitcoin, il perfetto denaro globale p2p, a sua volta indispensabile ingranaggio sia nella transizione che in un mondo sopravvissuto agli Stati aggressori.
Stato e denaro fiat amplificano in modo enorme la scala e la durata delle guerre, perché permettono a pochi di mobilitare coercitivamente risorse di molti. Un’umanità meno superstiziosa verso l’autorità e dotata di un denaro solido e non manipolabile ridurrebbe drasticamente la violenza organizzata di massa. Ma per togliere dal tavolo tutte le guerre non basta cambiare istituzioni e moneta: serve anche lavorare su desideri, identità e paure che spingono gruppi umani a combattersi anche senza bandiere, ma almeno abbiamo un punto di partenza solido, anzi digitale.
L’anarco capitalismo è un’utopia irrealizzabile? Il minarchismo punta a uno Stato ridotto a poche funzioni: difesa, giustizia, sicurezza di base, tutela dei diritti negativi, poco altro. Sembra sensato. Storicamente, però, una volta che esiste un centro che può tassare e legiferare, ogni crisi (guerra, recessione, emergenza sanitaria) diventa pretesto per aggiungere competenze, agenzie, poteri… che poi raramente tornano indietro. La costituzione americana nasce con forti limiti al governo federale e grande enfasi su diritti individuali, autonomie locali e niente tasse sul reddito; anche il secondo emendamento è figlio dello scetticismo verso il governo, serve proprio a limitarne l’espansione, proprio così: il secondo emendamento riguarda il proteggersi dal governo, non dal vicino di casa. Un popolo disarmato non può né dissuadere né rovesciare un governo oppressivo. Nel tempo, guerre mondiali, New Deal, Guerra fredda, guerra al terrorismo e welfare hanno ampliato enormemente tasse, apparato militare‑industriale, sorveglianza, regolazione economica: il minarchismo originario è di fatto evaporato. Servirebbero degli anticorpi alla crescita cancerosa dello Stato. Ma aspetta, ne abbiamo uno: un denaro sano chiamato bitcoin! Potrebbe essere quell’argine alla deriva di un governo minarchico che l’oro, facilmente confiscabile, non è è stato in grado di essere in passato, inserito in un mondo con meno superstizione e più razionalità?
Se sei un divulgatore o un entusiasta Bitcoin, prova a scoppiare questa bolla di superstizione prima di spendere parole in spiegazioni tecniche sulla proof of work e l’aggiustamento della difficoltà, o peggio sul trading e il prezzo, forse avremo risultati migliori…
Se crediamo che Bitcoin meriti uno studio ed una comprensione più profonda rispetto a quella di “asset finanziario”, lavorando in questa direzione creeremo un bisogno nelle persone che non sanno ancora di avere, perché ogni tecnologia ha successo solo se risolve un problema. Anche nel primo mondo abbiamo bisogno di Bitcoin più di quanto possa sembrare, ma la maggior parte non se ne é ancora reso conto semplicemente perché non ha ancora realizzato di vivere immerso in una superstizione dannosa: lo Stato e il denaro.
p.s.
Ti sembra questa un’istigazione a delinquere ad evadere le tasse? Non lo é, tanto quanto non consiglierei di buttarsi da un grattacielo con un paracadute autocostruito, ma solo perché la minaccia di violenza é quantomai reale; consiglio quindi di pagare le tasse a chi desideri subire violenza istituzionale, così come non potrei consigliare di non pagare il pizzo mafioso di un’organizzazione criminale minore altrettanto violenta che dovesse operare nella tua città, salvo volerne subire le violenti conseguenze, ma con la consapevolezza di essere derubati, e non di stare facendo la cosa giusta.
Il primo passo dovrebbe essere la presa di coscienza della condizione di schiavi degli Stati, e quando abbastanza persone saranno coscienti della situazione, lo Stato morirà da sé, anche grazie a Bitcoin.
p.s. Anche i bitcoiner sono vittime di superstizioni e fanatismi: occorre riconoscere che Bitcoin da solo non salverà il mondo, ma resta uno strumento potentissimo a disposizione dell’umanità; fanne il miglio uso che puoi.
Per approfondire consiglio le letture
“La più pericolosa delle superstizioni” di Larken Rose
“Fiat Standard” di Saifedeam Ammous
“L’individuo sovrano” ,di James Dale Davidson e Lord William Rees-Mogg
“Per una nuova libertà”, di Murray Rothbard
Se ti è piaciuto il brano fammelo sapere con qualche sats! :-)
creativefirefly32638@getalby.com
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Complimenti per il bellissimo articolo, ho cercato di mandarti una tip via LN ma non ci riesco, sto usando WOS già passato in self custodial ma nulla.